PA E CONFINDUSTRIA SONO CONTRO L’EQUO COMPENSO PROFESSIONISTI

Sul tema dell’equo compenso dei professionisti, tutti i ministri, viceministri, sottosegretari e parlamentari coinvolti non fanno che dichiarare, in occasione di dibattiti pubblici o di interventi su quotidiani o in tv, di essere favorevoli ad una veloce approvazione di almeno uno dei numerosi provvedimenti che giacciono in parlamento. Di fatto però non si muove nulla. Tanto che Cup (Comitato unitario delle professioni e Rete delle professioni (in pratica, le professioni tecniche) hanno proclamato una giornata di mobilitazione di tutti i professionisti per il 30 novembre, convocando una grande manifestazione unitaria a Roma. 11 rischio concreto è che la legislatura finisca senza che nessun provvedimento venga approvato, perché ai piani alti dei ministeri e delle istituzioni, ci sono forti resistenze. Esemplare la recente sentenza del Consiglio di stato che ha dichiarato legittimo un bando di progettazione gratuito, difesa in parlamento dal sottosegretario alle infrastrutture Umberto Del Basso de Caro e dal sottosegretario al lavoro Luigi Bobba. Evidentemente c’è qualcuno che, nascondendosi dietro la maschera della libertà di concorrenza, ha interesse ad utilizzare il lavoro dei professionisti a costi molto bassi, talvolta persino a costo zero. Facile identificare i mandanti di questa azione di killeraggio: pubblica amministrazione e grandi imprese pubbliche e private, in particolare banche e assicurazioni. In pratica Confindustria e la Pa. A questo blocco di potere non sembra vero di poter sfruttare la congiuntura economica e l’eccesso di offerta dei sevizi professionali per poter imporre condizioni capestro. Logico quindi che, non in modo palese, ma attraverso opportune azioni di lobbing, si oppongano ai progetti parlamentari in materia di equo compenso. Ovvio che dietro i grandi principi della libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi o di equità dei compensi ci siano interessi ben precisi: da una parte a costruire un argine contro lo strapotere delle grandi imprese e della pubblica amministrazione, dall’altra impedire che questo argine venga edificato, per scaricare sulle spalle dei professionisti le conseguenze di una crisi nella quale anche i giocatori più forti sono impegnati da anni nell’obiettivo del taglio dei costi. Come al solito i grandi principi vengono sbandierati da chi ne ha interesse per coprire il vero obiettivo: Risparmiare. Non è un caso se, l’affidamento di servizi professionali a costo zero sta diventando sempre più frequente, tanto da rischiare di diventare una vergognosa consuetudine.

FONTE:

del 24-OTT-2017 Artiscolo di  MARINO LONGONI

Vedi anche: PROFESSIONISTI DA UN EURO