Il 2018 sarà l’anno del gas naturale liquefatto

Il 2018 sarà l’anno del gas naturale liquefatto La Cina traina la domanda mondiale, che fra due anni arriverà a 400 milioni di tonnellate.

TUTTO ESAURITO AL CANALE DI PANAMA: IL TRANSITO DI NAVI E A LIVELLI RECORD:

in tutto il 2018 non si trova più un buco (letteralmente) disponibile per transitare dal Canale di Panama. E anche per questo che i prossimi dodici mesi sono considerati l’inizio dell’”era del gas”. La prova che l’Lng è pronto a vivere il periodo di massimo splendore, è la totale assenza di finestre libere per il passaggio di Lng carrier (le navi cariche di gas naturale liquefatto) attraverso una delle principali infrastrutture marittime: il Canale di Panama, la via d’acqua che collega il mercato atlantico a quello del Far East. la fame di gas della Cina È Pechino a trainare la domanda di gas nel mondo. Merito della nuova svolta verde del governo che ha deciso di decarbonizzare l’industria e la produzione di energia. Nel 2017 la Cina è diventata il secondo paese consumatore al mondo di Lng, sorpassando la Corea del Sud e insidiando il primato del Giappone. Il gas sostituisce parzialmente il carbone e riduce l’inquinamento. Gli analisti sono convinti che anche nei prossimi quattro mesi la domanda continuerà a crescere a livelli altissimi: nell’anno appena passato la richiesta è stata tra il 50% e il 60% più alta rispetto al 2016. La Cina sta così cambiando le regole del gioco: i prezzi per il trasporto sono saliti, anche se per ora esulta il mercato spot. Significa che Pechino – produttore di gas, in grado anche di rifornirsi attraverso i gasdotti – si rivolgerà al trasporto via mare solo per far fronte all’inverno e metterà il settore sotto pressione per al massimo 6 mesi all’anno. Ma l’Asia rimane il principale consumatore di gas, destinataria del 60% della produzione mondiale. Boom della produzione Gli sviluppi dei progetti di sfruttamento che Stati Uniti e Australia stanno completando, guidano la domanda verso un ulteriore rialzo che entro il 2020 dovrebbe arrivare a 400 milioni di tonnellate annue, sfiorando così il raddoppio rispetto ai 250 milioni attuali. Per questo ci sono più di 100 navi Lng carrier in ordine insieme ad altre 25 unità di supporto alla filiera (fonte Ssy Gas). Senza contare i numeri sempre più rilevanti di navi (crociere e portacontainer) che hanno scelto il gas come carburante. Ma già dal 2020 il trend per aumentare la capacità si fermerà: gli armatori vogliono evitare di finire come gli altri settori dello shipping che hanno pagato a caro prezzo la crisi dovuta all’eccesso di stiva. E poi non è detto che l’aumento della produzione americana prenda la rotta verso il Far East, preferendo magari il mercato domestico dell’area atlantica. A novembre nei cantieri di Giappone eCorea del Sud erano “parcheggiate” 25 navi, in attesa che l’età del gas arrivi al suo massimo splendore.

FONTE:  IL SECOLO XIX del 3 GENNAIO 2018 pagina 10

ARTICOLO DI Simone Gallotta (Genova)