ANCE – ELEZIONI 2018, PRESENTATO IL ‘MANIFESTO DELLE COSTRUZIONI’ – MANIFESTO UNITARIO DELLA FILIERA

Ance, Consiglio nazionale degli ingegneri, Legacoop produzione e servizi, Anaepa Confartigianato edilizia, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai, Aniem, Confapi Aniem, Oice e hanno presentato in modo unitario il Manifesto della filiera per rilanciare il settore delle costruzioni. Dieci i temi strategici al centro del documento, sui quali è stato chiesto l’impegno concreto della politica e in particolare delle forze che saranno chiamate a guidare il Paese nei prossimi anni.

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LE COSTRUZIONI CHIEDONO ALLA POLITICA UN IMPEGNO PER LA CRESCITA

Le proposte per la crescita: sblocco delle infrastrutture, meno burocrazia, modifica del Codice Appalti e nuove politiche urbane

Un impegno per la crescita e il rilancio delle infrastrutture e dell’edilizia privata È la richiesta che Ance, Legacoop produzione e servizi, Anaepa Confartigianato edilizia, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai, Aniem, Confapi Aniem, Oice e Consiglio nazionale degli ingegneri hanno presentato ieri a Roma con il Manifesto della filiera per rilanciare il settore delle costruzioni.

Il documento propone alle forze politiche in campagna elettorale un elenco di priorità e interventi “per rimettere in moto un’industria in grado di far crescere l’Italia di mezzo punto percentuale in più all’anno, di creare nuova occupazione – anche recuperando i 600 mila posti di lavoro persi negli anni della crisi – e di accelerare la ripresa economica”.
Manifesto delle costruzioni, 10 priorità

Il manifesto si compone di dieci punti fondamentali:

  1. mettere le costruzioni al centro delle politiche della crescita facendo crescere il Pil di mezzo punto in più all’anno e recuperando 600mila posti di lavoro persi nel settore negli ultimi 10 anni;
  2. Colmare il ritardo nelle infrastrutture riducendo la burocrazia e liberando gli investimenti dal vincolo di bilancio;
  3. Risolvere il problema dell’eccesso di burocrazia, un macigno che grava sulle attività delle imprese;
  4. Rivedere il Codice Appalti, prevedendo un unico regolamento attuativo ed evitando di introdurre norme più severe rispetto a quelle comunitarie;
  5. Elaborare nuove politiche urbane, che pongano al centro la rigenerazione della casa, delle città e del territorio;
  6. Favorire l’innovazione attraverso l’Edilizia 4.0, gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione energetica e l’economia circolare;
  7. Introdurre una politica fiscale a favore dello sviluppo e dell’ambiente, rendendo più efficaci gli incentivi per la riqualificazione energetica e superando lo split payment con l’estensione della fatturazione elettronica;
  8. Ridurre il costo del lavoro e aumentare i controlli sulla regolarità;
  9. Avviare una politica industriale per le costruzioni, facilitando l’accesso al credito, agevolando l’internazionalizzazione e migliorando la qualificazione degli operatori
  10. Promuovere la legalità nei fatti e non solo sulla carta attraverso norme e tempi certi.

Come ha dichiarato il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, “l’obiettivo è creare le condizioni per superare una crisi che è ormai una crisi di sistema e che ha impedito al settore di agganciare la ripresa che invece ha riguardato altri comparti produttivi. Proprio per questo se il Paese vuole veramente tornare a crescere e si vuole creare occupazione sul territorio in modo stabile, adesso è più che mai necessario, che la politica e chi sarà chiamato a governare nei prossimi anni ci ascolti e traduca in provvedimenti operativi le nostre proposte.

FONTE : www.edilportale.it   Articolo di Paola Mammarella 14/02/2018