direttiva UE sull’efficienza energetica negli edifici

Si è chiuso il processo di revisione della direttiva UE sull’efficienza energetica negli edifici che porterà ad ottenere un parco immobiliare europeo a emissioni quasi zero entro il 2050.

Il Consiglio Europeo, infatti, ha adottato lo scorso 14 maggio la revisione  della direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, dopo l’approvazione del Parlamento europeo dell’aprile scorso.

Efficienza energetica edifici: la revisione della direttiva

La direttiva ha l’obiettivo principale di migliorare l’efficienza energetica degli edifici attraverso:
– la promozione di ristrutturazioni economicamente efficienti;
– l’introduzione di un ‘indicatore d’intelligenza’ per gli edifici che, grazie all’interazione con la rete, potrà adattare il consumo energetico alle esigenze reali degli abitanti;
– la semplificazione delle ispezioni degli impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria;
– la promozione dell’elettromobilità mediante l’istituzione di un quadro per i posti auto destinati ai veicoli elettrici.

Tra i suoi obiettivi a lungo termine vi è quello di decarbonizzare l’attuale parco immobiliare europeo, altamente inefficiente, entro il 2050. Per raggiungere quest’obiettivo sono previste tappe intermedie per il 2030 e il 2040.

Secondo l’UE, potenziare l’efficienza energetica degli edifici è uno dei modi più efficaci in termini di costi per migliorare la qualità di vita di tutti e facilitare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, che a sua volta genera crescita economica, stimola gli investimenti, e crea posti di lavoro.

Efficienza energetica: i prossimi step

La revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia fa parte del pacchetto “Energia pulita” presentato dalla Commissione UE il 30 novembre 2016.

A seguito dell’approvazione formale da parte del Consiglio (ultima tappa del processo legislativo), la direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo.

Gli stati membri avranno 20 mesi di tempo per recepire l’atto legislativo.

FONTE: Edilportale del 16 maggio 2018 http://www.edilportale.com