Sicurezza1

Vademecum sulla gestione: Sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul lavoro, un utile vademecum sulla gestione

L’Università degli studi di Perugia ha pubblicato un’interessante guida sulla gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro, che illustra in maniera semplice e chiara norme, compiti e responsabilità relative alla sicurezza sul lavoro.

Attori della sicurezza sul lavoro e loro obblighi

Il testo individua tutti gli attori della sicurezza, ossia:

       datore di lavoro

       dirigente

       preposto per la sicurezza

       addetto antincendio e primo soccorso

       responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

       medico competente

       rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)

       lavoratore

Per ciascuno di questi vengono definiti in maniera chiara e sintetica i compiti specifici e gli obblighi previsti dalla norma.

Documenti per la gestione della sicurezza sul lavoro

Vengono quindi individuati e schematizzati i documenti per la gestione della sicurezza e della salute, ossia:

       il documento di valutazione dei rischi (DVR)

       il piano di sorveglianza sanitaria

       il piano di manutenzione di ambienti di lavoro, impianti, attrezzature

Gestione della sicurezza sul lavoro

Vengono illustrate le modalità di intervento e gestione delle emergenze, in particolare:

       come utilizzare un estintore

       come effettuare una rianimazione cardiopolmonare

       quali numeri chiamare in caso di emergenza

Sicurezza sul lavoro in caso di evento sismico

Viene illustrato come comportarsi in caso di evento sismico e in quali luoghi trovare riparo.

Ergonomia della postazione di lavoro

Infine vengono analizzate le questioni legate all’ergonomia della postazione di lavoro e al corretto utilizzo del videoterminale. Vademecum per la sicurezza sul lavoro dell’Università di Perugia

CIL e CILA, modelli unici in vigore su tutto il territorio nazionale

Dal 16 marzo scorso professionisti, tecnici, cittadini e imprese devono utilizzare i nuovi moduli unici nazionali per CIL e CILA (Comunicazione inizio lavori e Comunicazione inizio lavori asseverata) per gli interventi di edilizia libera.

Infatti, dopo che la Conferenza Unificata Stato-Regioni aveva approvato la modulistica standardizzata, le Regioni hanno provveduto ad adeguare i propri modelli, modificando o integrando alcune parti dei moduli standard.

CIL e CILA Lombardia

Con la Delibera n. 3543 dell’8 maggio 2015 (BURL n. 20 del 12 maggio 2015), anche la Regione Lombardia si è adeguata alla modulistica nazionale, pubblicando i modelli unificati CIL e CILA Lombardia.
Si è quindi concluso l’iter di definizione di tutti i modelli CIL e CILA per tutte le Regioni d’Italia.

CIL e CILA Sicilia

Per quanto riguarda l’edilizia libera in Sicilia, va rilevato che questa non è sottoposta al vincolo di adozione dell’Accordo del 18 dicembre 2014.

Infatti, con una nota, l’Assessorato del territorio siciliano ha specificato che i modelli standardizzati CIL e CILA sono finalizzati agli interventi di edilizia libera definiti dal DPR 380/2001 (Testo unico sull’edilizia); ma, essendo la Regione Sicilia a statuto speciale e avendo competenza legislativa esclusiva in materia urbanistica, le disposizioni del Testo unico non operano direttamente nell’ordinamento regionale, pertanto viene a mancare il presupposto normativo per adottare i moduli.

Modelli unificati CIL e CILA per tutte le Regioni d’Italia

Ricordiamo che i modelli CIL e CILA, adeguati alle ultime novità introdotte dallo Sblocca Italia, sono stati predisposti per assicurare una maggiore semplicità nelle procedure edilizie sia per gli adempimenti di tecnici e imprese sia per i cittadini.

I moduli snelliscono gli interventi di edilizia libera che non richiedono particolari autorizzazioni non rientrando né nel Permesso di costruire né nella Scia (Segnalazione di inizio attività).

Per l’elenco completo dei modelli di tutte le Regioni d’Italia con la relativa modulistica CIL e CILA e anche Permesso di Costruire e SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività), rinviamo i lettori al precedente articolo di BibLus-net: “CIL e CILA, Permesso di costruire e SCIA. Ecco tutti i modelli unici per l’edilizia da scaricare, regione per regione e città principali“.


CIL e CILA per tutte le Regioni d’Italia

CIL e CILA Lombardia in formato PDF e DOC (editabili)

Contributi Inarcassa, come chiedere la deroga al minimo integrativo

Entro il 31 maggio è possibile chiedere la deroga al contributo Inarcassa soggettivo per guadagni inferiori a 15.724 Euro.

In questo articolo illustriamo tutto quello che c’è da sapere per ingegneri e architetti per la richiesta di deroga al contributo soggettivo Inarcassa e tutti gli effetti prodotti sull’anzianità contributiva.

Deroga al contributo soggettivo minimo

Il Regolamento generale di previdenza 2012 prevede la possibilità di derogare all’obbligo della contribuzione minima soggettiva per un massimo di 5 anni, anche non continuativi, nell’arco della vita lavorativa, per chi produce redditi inferiori al valore corrispondente al contributo minimo soggettivo.

Pertanto, chi prevede di conseguire nel 2015 un reddito professionale inferiore a 15.724 Euro può richiedere di non versare il contributo soggettivo minimo (pari a 2.275 Euro) e pagare soltanto il 14,5% del reddito effettivamente prodotto entro dicembre 2016, dopo la presentazione della dichiarazione on-line.

Nel corso dell’anno di deroga restano garantiti i servizi di assistenza (maternità, sussidi, indennità temporanea inabilità, mutui, finanziamenti) così come la possibilità di presentare domanda di riscatto (laurea, servizio militare, periodi di lavoro all’estero) o di ricongiunzione dei periodi assicurativi maturati presso altre gestioni previdenziali.

Scadenze contributi Inarcassa

Gli altri contributi vanno comunque versati entro i termini previsti, ossia:

       contributo minimo integrativo: 30 giugno 2015

       contributo di maternità: 30 settembre 2015

Requisiti per deroga contributo Inarcassa

Per richiedere la deroga al contributo soggettivo minimo Inarcassa occorre possedere i seguenti requisiti:

       essere iscritto ad Inarcassa al momento della richiesta

       non essere pensionando o pensionato Inarcassa

       non usufruire della riduzione per i giovani under 35 anni

       non aver esercitato la facoltà di deroga già per 5 volte

Come fare la domanda per deroga contributo Inarcassa

Per l’anno in corso la deroga deve essere richiesta entro e non oltre il 31 maggio 2015, esclusivamente per via telematica attraverso l’applicativo disponibile nella sezione del sito Inarcasssa On Line al menù “Agevolazioni – Deroga contributo soggettivo minimo”.

Modalità di versamento contributo minimo Inarcassa

Se l’ammontare del reddito professionale che verrà inserito nella dichiarazione (da presentare entro il 31 ottobre 2016 per il 2015) sarà inferiore a 15.724 Euro verrà generato un MAV per un importo pari al 14,5% del reddito dichiarato, da pagare entro il 31 dicembre 2016.

Qualora invece il reddito professionale dichiarato si rivelasse uguale o superiore a € 15.724, verrà generato un MAV di importo pari al 14,5% del reddito dichiarato, maggiorato degli interessi (BCE+4,50%) sul solo contributo minimo dovuto e decorrenti dalle due scadenze ordinarie (integrazione obbligatoria), da pagare comunque entro il 31 dicembre 2016.

Gli effetti della deroga sull’anzianità contributiva

La deroga al pagamento del contributo soggettivo minimo Inarcassa determina la diminuzione dell’anzianità contributiva utile alla pensione che viene riconosciuta in misura proporzionale a quanto versato per l’annualità interessata.

Ad esempio a fronte di un reddito di 5.000 Euro dichiarato per il 2015, il contributo soggettivo dovuto sarà pari a:

5.000 x 14,50% = 725 Euro

L’anzianità si calcolerà in maniera proporzionale:

725/2.275 x 365 = 117 giorni

Pertanto, l’anzianità contributiva sarà pari a 117 giorni anziché 365.

Si potranno integrare gli importi non versati entro i 5 anni successivi e assicurarsi così l’anzianità previdenziale intera (integrazione volontaria).

Ad esempio il riscatto della deroga 2015 pari a 248 giorni sarà possibile entro il 31 dicembre 2020.


Regolamento di previdenza Inarcassa

Inarcassa On Line

Edilizia scolastica, finanziamenti per l’efficientamento   energetico

É   in vigore dal 14 maggio scorso il decreto del Ministero dell’ambiente e   dell’economia del 14 aprile 2015 che prevede la concessione di finanziamenti   a tasso agevolato (concessi nel limite massimo di 350.000.000,00 Euro) al   fine di rendere gli edifici scolastici pubblici più efficienti sotto il   profilo energetico.

Il   decreto individua i criteri e le modalità di concessione, erogazione e   rimborso dei finanziamenti a tasso agevolato per gli interventi urgenti in   merito all’efficientamento energetico degli edifici scolastici (ossia per gli   interventi descritti dal decreto Competitività).

Edilizia   scolastica, chi può accedere ai finanziamenti

Possono   beneficiare dei finanziamenti disciplinati dal decreto in esame i soggetti   pubblici proprietari di immobili pubblici destinati all’istruzione   scolastica, ivi inclusi gli asili nido, e all’istruzione universitaria,   nonché di edifici pubblici dell’alta formazione artistica, musicale e   coreutica (AFAM) di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508.

Possono,   inoltre, beneficiare i soggetti pubblici che, a titolo gratuito o oneroso,   hanno in uso gli immobili di cui al comma 1, e in particolare i soggetti che   hanno in carico gli immobili di cui all’art. 8, comma 1 della legge n. 23/96   e s.m.i. Per accedere al finanziamento a tasso agevolato tutti i soggetti   beneficiari dovranno rispettare i requisiti minimi elencati nell’art. 4 del   decreto.

L’importo   massimo complessivo del finanziamento non può superare il valore di 20 milioni   di euro per singolo progetto di investimento e deve essere inferiore al 50%   del valore degli interventi del fondo stesso.

Edilizia   scolastica, contenuto del decreto sull’efficientamento energetico

Nel   dettaglio gli articoli del decreto analizzano:

         risorse finanziarie

         ambito oggettivo di applicazione

         criteri minimi degli interventi

       importo massimo finanziabile e durata   massima del finanziamento

         beneficiari

         definizione progetti di investimento

Edilizia   scolastica, come accedere ai finanziamenti per l’efficientamento energetico

Le   domande di ammissione e la relativa documentazione potranno essere inoltrate   al Ministero dell’Ambiente e a Cassa Depositi e Prestiti (CDP), mediante PEC,   a partire dal 13 maggio 2015 e fino alle ore 17,00 del novantesimo giorno   successivo.

In   allegato proponiamo il decreto con la domanda di ammissione all’agevolazione.


Decreto 14 aprile 2015, n. 66,   efficientamento energetico degli edifici scolastici

Rischio sismico, sta per   arrivare il modello unico di rilevamento e messa in sicurezza degli edifici   scolastici

Pubblicato   in Gazzetta il decreto del Presidente del Consiglio del 2 aprile 2015 per   l’individuazione di un modello unico, in attuazione a quanto previsto dalla   Legge 98/2013 (di conversione del decreto del fare), che ha autorizzato la   spesa di circa 3,5 milioni di Euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016   per la realizzazione di un piano di interventi di messa in sicurezza degli   edifici scolastici

L’individuazione   di un modello unico nasce dall’esigenza di mettere in sicurezza sismica gli   edifici destinati ad attività didattiche e di rendere omogenee le diverse   iniziative che nel corso degli anni lo Stato ha promosso per finanziare   interventi di adeguamento antisismico del patrimonio edilizio scolastico.

L’Allegato   1 contiene i presupposti e le attività per la definizione di un modello unico   di rilevamento e potenziamento della rete di monitoraggio e di prevenzione   del rischio sismico degli edifici scolastici.
In particolare, al fine di definire più mirate strategie di riduzione del   rischio, il piano prevede la realizzazione delle seguenti attività:

         completamento e arricchimento delle   informazioni sugli edifici scolastici e sugli interventi di messa in   sicurezza effettuati

         definizione dei parametri di   valutazione del rischio che consentano di confrontare costi e benefici per la   predisposizione di piani di riduzione del rischio e continuo aggiornamento   dei parametri di rischio

         definizione di un sistema di   monitoraggio in grado di valutare lo stato di danneggiamento in tempo quasi   reale e di consentire la trasmissione dei dati con i sistemi   dell’Osservatorio Sismico delle Strutture del Dipartimento della protezione   civile

         individuazione, di concerto con le   amministrazioni e gli enti interessati, delle scuole sulle quali testare   parametri, modelli e sistemi di rilevamento e monitoraggio

         acquisizione dei dati relativi a   pericolosità ed amplificazione locale dei siti in cui sono costruite le   scuole per determinare i parametri di scuotimento alla base delle successive   valutazioni di rischio

         acquisizione dei dati relativi agli   elementi strutturali e non strutturali e le informazioni sull’utilizzo degli   edifici in modo da poter effettuare valutazioni sulla loro vulnerabilità ed   esposizione al rischio

         realizzazione dell’analisi di rischio   multilivello per ciascuna delle scuole individuate, stime di classificazione   semplificata del rischio e valutazioni approssimate di analisi costi benefici   in caso di interventi di riduzione della vulnerabilità

         organizzazione presso alcune delle   scuole individuate, almeno una per Regione, un corso di formazione per la   valutazione della vulnerabilità, con giornate informative per studenti e   docenti

         valutazione dello scambio di dati e   informazioni con l’Anagrafe dell’edilizia scolastica

         produzione rapporti e raccomandazioni

Le   attività saranno svolte dal Centro di Geomorfologia per l’area del   Mediterraneo.


Decreto del 2 aprile 2015

Fonte: “BibLus-net by   ACCA – www.acca.it/biblus-net“.